Avete mai pensato alla letteratura come a un’arte divinatoria?

Nel periodo in cui si alternano i sensi di colpa per i chili di troppo e l’ansia di trovare qualcosa da fare a Capodanno, uno sguardo sul futuro è senz’altro più accattivante di un presente di cui non vediamo l’ora di disfarci tra un brindisi e un sospiro di sollievo.

Ci sono gli amanti dei buoni propositi e i fanatici dell’oroscopo (io appartengo decisamente alla seconda categoria, con tanto di dipendenza dall’oroscopo letterario). Ci sono i cinici che, mentre tutti si fanno gli auguri, esordiscono puntualmente con la solita frase: “Quest’anno sarà identico a quello precedente”. Non è importante l’atteggiamento con cui accogliamo l’anno nuovo, quanto l’idea che giace dietro ai nostri gesti di pianificazione, preparazione e progettazione. Tre ridondanti sinonimi per enfatizzare quella necessità che abbiamo di essere pronti per un futuro rigoglioso e colmo di speranza.

Scendiamo ora dal sano egocentrismo che, giustamente, pervade i nostri animi durante le feste e pensiamo alle previsioni che gli esseri umani, la società, le stelle hanno in serbo per il mondo. Le guerre che verranno combattute, ma anche quelle che finalmente cesseranno, le scoperte scientifiche, le cure per malattie che hanno devastato intere popolazioni. Quesiti così lontani dalla nostra quotidianità che, probabilmente, soltanto un’altra realtà altrettanto concreta, ma difficilmente palpabile se non ci riguarda personalmente, sarebbe in grado spiegare: la letteratura.

Avete letto bene. Nessun Nostradamus o profezia Maya. Soltanto scrittori che hanno avuto il buon senso, l’arguzia e la fortuna di fare centro. In un articolo della rivista web inglese Business Insider, Melissa Stranger, associate editor, elenca 10 romanzi di fantascienza che sono stati in grado di predire correttamente il futuro.

Si parla di previsioni particolareggiate di invenzioni scientifiche, migliorie tecnologiche e profondi cambiamenti nei comportamenti sociali. Nell’articolo Mellissa Stranger elenca sia romanzi famosi (come 1984 di George Orwell) che meno conosciuti.

1. Parigi nel XX Secolo – Jules Verne

(“Paris au XX Siècle” è il titolo originale). Pubblicato nel 1863, ha predetto l’invenzione del sottomarino e lo sbarco lunare. “Molti critici concordano sul fatto che “Parigi nel XX Secolo” non è il migliore romanzo scritto da Jules Verne, ma quello che lo rendono interessante sono le invenzioni che lui ha descritto circa cento anni prima che venissero effettivamente realizzate: il sottomarino e le tecnologie necessarie per compiere lo sbarco sulla luna”, scrive Melissa Stranger.

2. Un Espresso del Futuro – Michael Verne

(“Un Express de l’Avenir” è il titolo originale). Pubblicato nel 1888, ha predetto l’invenzione l’Hyperloop, un sistema di trasporto simile a un treno ad alta velocità, ma in grado di viaggiare a 1000 km/h. Ancora in fase di realizzazione, entro il 2025 l’Hyperloop sarà in grado di collegare Los Angeles a San Francisco. (Fonte: International Business Times).

3. La liberazione del Mondo – H. G. Wells

(“The World Set Free” è il titolo originale). Pubblicato nel 1914, ha predetto l’invenzione della bomba atomica in un periodo dove si era comunque a conoscenza del potere e dei rischi della radioattività; questo non esclude che Wells sia riuscito ad anticipare di cent’anni un evento che ha avuto delle conseguenze devastanti sull’umanità.

4. Il Mondo Nuovo – Aldous Huxley

(“Brave New World” è il titolo originale). Snche se è stato pubblicato nel 1932, Huxley ambienta la trama del romanzo nel 2540 e anticipa la nascita degli antidepressivi, che i personaggi chiamano “Soma” e che gli scienziati non iniziarono a studiare prima degli anni ’50.

5. 1984 – George Orwell

Scritto nel 1948, anticipa il ruolo invasivo del governo nella vita quotidiana dell’uomo comune, ovvero la capacità dello Stato di violare la privacy dei cittadini al punto da condizionare le loro abitudini e mentalità. Il ruolo dei servizi segreti nella lotta contro il terrorismo e il recente scandalo WikiLeaks del 2010 ricordano molto, sotto certi aspetti, proprio il romanzo di Orwell.

6. Straniero in Terra Straniera – Robert A. Heinlein

(“Stranger in a Strange Land” è il titolo originale). Vincitore del Premio Hugo per il miglior romanzo nel 1962, è stato pubblicato nel 1961. All’epoca ha predetto l’invenzione dei letti ad acqua e la colonizzazione del pianeta Marte. Il progetto Mars One (una missione promossa da una no-profit olandese che prevede l’insediamento umano permanente su Marte, con l’ausilio di tecnologie già esistenti, entro il 2025) è stato uno dei più discussi degli ultimi anni. (Fonte: Wired).

7. 2001: Odissea nello Spazio – Arthur Clarke

(“2001: A Space Odissey” è il titolo originale). Pubblicato nel 1968, ha predetto l’invenzione degli iPad e dei quotidiani online, che durante il viaggio nello spazio rappresentano nel libro degli strumenti essenziali per la vita di tutti i giorni.

8. Il Labirinto del Cosmo – Clifford Smak

(“Time is the Simplest Thing”) è stato pubblicato nel 1961, ma è riuscito ad anticipare il dibattito odierno sulla vendita nei fast-food di hamburger di carne artificiale, realizzato con cellule staminali di mucca. Il primo, scrive Il Sole-24 Ore, è stato servito a Londra in uno studio televisivo il 5 agosto 2013.

9. Neuromante – William Gibson

(“Neuromancer”) ha predetto nel 1984 lo cyberspazio e gli hacker informatici. “La maggior parte delle persone stava ancora cercando di capire come funzionassero i computer, mentre il protagonista di Gibson non soltanto lo sapeva usare, ma rubava anche i dati degli altri utenti”, scrive la giornalista del Business Insider.

10. Tutti a Zanzibar – John Brunner

(Il titolo originale è “Stand on Zanzibar”). Pubblicato nel 1969, è stato il vincitore del Premio Hugo, del Premio British SF e del Premio Apollo. Melissa Stranger esordisce il paragrafo con: “What didn’t it predict?” – e cos’è che non ha predetto? – aggiungendo che questo è uno dei libri che è maggiormente riuscito nell’intento di dipingere un futuro che per noi appartiene già al passato, l’anno 2010.

Lascio a voi il privilegio di constatare quali “profezie” del libro si sono avverate e quali no. Se non sono riuscita a incuriosirvi abbastanza, eccovi un ulteriore dettaglio: la storia del romanzo è ambientata in un’America governata dal presidente Obomi.