Oltre a essere due monumenti della letteratura russa e mondiale, Lev Tolstoj e Ivan Turgenev erano uomini non di certo ordinari, due uomini in possesso di un carattere che oggi definiremmo perlomeno fumantino.

 

I rapporti tra Ivan Turgenev e gli altri grandi scrittori russi suoi contemporanei, Lev Tolstoj e Fëdor Dostoevskij su tutti, furono rispettosi ma mai del tutto pacifici.
La ragione di questa insofferenza è dovuta alla notorietà dell’opera di Turgenev in Europa Occidentale. Una enormità rispetto a Tolstoj e Dostoevskij che avevano lettori quasi esclusivamente di passaporto russo. Invidia tra letterati? Forse troppo. Certo è però che la forte armonia tra Europa e Turgenev non era ben vista dalle altre penne russe del XIX secolo.

La conoscenza tra Turgenev e Tolstoj

Il primo contatto tra Ivan Turgenev e Lev Tolstoj avvenne nel 1855 durante la Guerra di Crimea. A quel conflitto il novello scrittore di Jasnaja Poljana volle prendere parte come ufficiale di artiglieria.
In quella circostanza Turgenev, che era di dieci anni più vecchio di Tolstoj, gli scrisse di smetterla di combattere e pensare soltanto a scrivere. Che era tagliato per quello e non doveva dimostrare niente a nessuno imbracciando le armi anziché inforcare la penna.

Dopo quel messaggio che colpì molto Tolstoj i due si incontrarono. Turgenev ospitò il giovane collega nella sua casa di San Pietroburgo per qualche tempo. Tra i due nacque una reciproca stima seppur con la consapevolezza di essere diversi nella visione del mondo e negli ideali.
Tolstoj definì Turgenev un uomo seccante. Dal canto suo Turgenev parlava dell’altro come di un uomo particolarmente strano e di non riuscire a inquadrarlo.

Ciononostante il rapporto tra i due proseguì e l’apice della loro confidenza arrivò nell’estate del 1857. Ivan Turgenev concesse un prestito a Tolstoj, che si era trovato in gravi difficoltà economiche (per usare un eufemismo) nel casinò di Baden-Baden – celeberrima casa da gioco che ospitò pure le disavventure di Fëdor Dostoevskij ben descritte nel romanzo semi-autobiografico Il giocatore.

Lev Tolstoj da giovane

La sfida

Il punto di rottura di quel rapporto giunse nel 1861, allorquando ci fu un acceso battibecco scaturito dal modo in cui Turgenev educava la figlia Paulinette, modo che poco convinceva Tolstoj. Il conte fece presente senza remore il proprio disappunto e Turgenev non gradì.
Poche ore dopo Lev scrisse una lettera di scuse per il comportamento avuto quel giorno; Turgenev ricevette il messaggio, lo lesse, ma non rispose pur accettando le scuse del collega e amico. Al XXI secolo diremmo che Turgenev visualizzò ma non rispose.
Sta di fatto che però Tolstoj interpretò malamente quella mancata risposta. Si rimise sullo scrittoio e furente vergò una nuova lettera nella quale esprimeva la volontà di sfidare a duello Turgenev.
Ricevuta la nuova lettera contenente il bellicoso invito, lo scrittore di Orël si affrettò a scusarsi per la mancata risposta.

Per lunghe settimane i due si scrissero perdonandosi reciprocamente le intemperanze avute quel giorno.
Il duello non ebbe luogo, ma successivamente a quello screzio Tolstoj e Turgenev non si parlarono più per diciassette lunghi anni.

Per fortuna del patrimonio letterario mondiale, dunque, il duello fu evitato, ma a noi piace immaginare lo scenario che si sarebbe profilato nel caso uno dei due avesse ucciso il rivale.
Siamo nel 1861, perciò in caso di vittoria di Tolstoj e conseguente morte di Turgenev non sarebbero mai nati Fumo e Terra vergine.
Nell’eventualità contraria, e dunque in caso di prematuro decesso di Tolstoj, non avrebbero mai visto la luce Guerra e pace, Anna Karenina, La morte di Ivan Ilic, La sonata a Kreutzer, Resurrezione e Chadži-Murat. Letteralmente un’apocalisse.

Ivan Turgenev, morirà nel 1883 a causa di una forma maligna di lipoma. Dal letto di morte, dalla sua dacia di Bougival, vicino Parigi, l’autore di Padri e figli scriverà un accorato messaggio a Lev Tolstoj, che intanto aveva abbandonato la letteratura in seguito alla sua conversione spirituale.
«Amico mio, riprendi a scrivere» lo pregò. Nei successivi anni Tolstoj ricominciò a scrivere pubblicando, tra gli altri, i già citati La morte di Ivan Ilic, La sonata a Kreutzer, Resurrezione e Chadži-Murat.