“Pubblichiamo autori esordienti, voci fuori dal coro e opere inedite ingiustamente dimenticate” recita il segnalibro Black Coffee che trovo all’interno della copia di Boy erased, appena acquistata. Questo è il motivo per il quale mi approccio a un nuovo titolo della casa editrice fiorentina sempre con entusiasmo e curiosità. E Garrard Conley è, senza ombra di dubbio, una voce fuori dal coro.

Nato e cresciuto in Arkansas, in una comunità di fede battista di cui il padre era predicatore, il diciannovenne Garrard Conley viene iscritto dai genitori al programma di conversione di Love in Action, dopo aver dichiarato la sua omosessualità. Boy erased – Vite cancellate – è un memoir che ripercorre gli anni di passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta di Conley, segnati indelebilmente dal coming out alla propria famiglia, dall’allontanamento dalla fede religiosa e dai tentativi disperati di reprimere la propria identità.

Già nelle prime pagine, il lettore viene catapultato nelle stanze spoglie e dalle pareti bianche della sede di Memphis di Love in Action, diretta da John Smid. Liberarsi delle proprie “falsi immagini” è il primo passo per entrare a far parte di questa nuova comunità, che definisce l’omosessualità un peccato al pari di pedofilia, alcolismo, tossicodipendenza e gioco d’azzardo. Garrard deve consegnare, a malincuore, la sua Moleskine, “falsa immagine” perché contenente racconti e citazioni letterarie non religiose.

I compagni di Conley sono giovani, uomini e donne, anche sposati, ex insegnanti di liceo; alcuni portati lì contro la loro volontà, altri fieri di potersi redimere, pregando dio.

“Eravamo quasi tutti del Sud, tutti nati in qualche città della Bible Belt. Le nostre storie erano spaventosamente simili. Eravamo stati messi di fronte a degli ultimatum che per le altre persone erano inconcepibili, in situazioni del tutto estranee a un normale rapporto d’amore tra genitori e figli”.


Nella seconda parte del memoir, Garrard Conley lascia maggior spazio ai ricordi che precedono le due settimane del programma Source di Love in Action. Sono descritti con lucidità e chiarezza, come se il suo animo sensibile fosse riuscito a imprimerne ogni minimo dettaglio nella memoria. Dalla visita in prigione insieme al padre predicatore, per avvicinare i detenuti alla fede battista, all’amicizia simbiotica con Charles e Domenique, universitari di colore diplomati alla scuola di musica, con cui Garrard condivideva la passione per la letteratura e il cinema, ma anche il senso di isolamento ed emarginazione.

I riferimenti letterari presenti nel memoir aiutano a capire la personalità frastagliata del protagonista. Più volte si paragona all’uomo del sottosuolo di Dostoevskij e a Dorian Gray di Oscar Wilde.

“All’università di tanto in tanto l’uomo del sottosuolo di Dostoevskij prendeva il sopravvento, mi consigliava di recedere sullo sfondo, di confondermi con l’arredamento, osservare non visto”.

Scordatevi di leggere questo memoir tutto d’un fiato: prendetelo a piccole dosi per apprezzarne la bellezza; la narrazione non è lineare e segue la discontinuità dei ricordi di Garrard, le sue riflessioni sono rivelatrici e profonde, quanto ridondanti. L’autore non si limita a una semplice narrazione dei fatti accaduti, ma guida il lettore attraverso il proprio percorso di crescita interiore e consapevolezza di sé.

A marzo, è uscito nella sale il film omonino, che vede come protagonisti Lucas Hedges, Nicole Kidman e Russell Crowe.

 

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Autore: Garrard Conley
Titolo: Boy erased. Vite cancellate
Editore: Black Coffee
Anno: 2018