Parlando delle difficoltà che incontrò nel tradurre Gertrude Stein, Fernanda Pivano ricorda principalmente le sue frasi monosillabiche, la cui traduzione si rivelò quasi una sfida a volte insostenibile. Ma tra le maggiori difficoltà che affrontò nel suo lavoro di traduzione, Fernanda Pivano ricorda principalmente quella di “tradurre sull’onda e sulla corrente dell’autore, bisogna essere capaci di andargli dietro- afferma- di saper correre con il suo stesso passo”.

Il lavoro di traduzione, o meglio l’arte del tradurre, è un’operazione spesso nascosta e silenziosa, appena percepibile dal lettore ma delicata e discreta. Il buon lettore deve essere in grado di percepire la voce ben chiara dell’autore e quella meno udibile del traduttore, apprezzandone gli esiti più o meno originali. È un’operazione certo difficile, che richiede una lettura lenta, molta attenzione e, a volte, qualche ricerca, ma che fa apprezzare molto di più ciò che si legge.

Ad aiutare il lettore in questa operazione è il libro Echi da Babele. La voce del traduttore nel mondo editoriale. Realizzato e curato dagli studenti del Master di Editoria del Collegio Universitario S. Caterina di Pavia, il volume si presenta come una raccolta di saggi che riflettono sull’arte del tradurre. Gli echi indistinti e difficilmente comprensibili che giungono da Babele sono resi chiari e vividi grazie all’opera del traduttore, che districa i nodi delle diverse lingue diventando il miglior amante del testo.

Echi da Babele parla quindi di traduzioni letterarie e delle loro spesso travagliate storie, ma non solo. Racconta anche il viaggio degli studenti del Master attraverso il mare dell’editoria, evidenziandone la volontà di rendere fruibili e accessibili gli studi sulla materia, anche al di fuori del mondo strettamente accademico.

Dal Trono di Spade a Gomorra, dalla Dickinson alla Rowling fino a Murakami, Echi da Babele svela i retroscena del mondo editoriale attraverso ricerche di archivio, materiali inediti e testimonianze dirette. Il tutto ci insegna ad apprezzare maggiormente il valore dei libri che leggiamo, svelando la fatica e le riflessioni che si celano silenziose dietro ogni singola parola.

Il campionario dei casi editoriali studiati è vario: si passa dalla traduzione di Fernanda Pivano dell’antologia Poesia degli ultimi americani al lavoro editoriale sul Piccolo Principe, dalla traduzione autodidatta di Salvatore Quasimodo dell’Antologia Palatina alla revisione della Saga di Harry Potter. Non mancano studi sulle traduzioni francesi di Andrea Camilleri e sulle traduzioni del ciclo di Malaussène di Daniel Pennac. Il lettore si può inoltre dilettare con un viaggio alla scoperta delle edizioni straniere di Gomorra e delle sue molteplici identità. Non manca poi un’analisi delle lingue del fantastico, tra cui la traduzione delle cronache Ice and fire di George R.R. Martin.

Come afferma Massimo Bocchiola nell’introduzione del libro:

Qui, a mio parere, sta il vero miracolo della traduzione: non nei suoi limiti, che sono evidenti, ma nel dar modo a tanti echi di un testo di risuonare dentro un’altra lingua. A scanso di equivoci, io non credo che leggere nella propria lingua un’opera originata in lingua straniera senza tener presente il ruolo coautoriale del traduttore sia immorale o esecrabile. È solo insensato. Ma dopo avere letto Echi da Babele non succederà più a nessuno.

Il libro, alla cui realizzazione ha partecipato anche la nostra redattrice Elena Villanova con il contributo Di fiore in fiore. L’Antologia Palatina tradotta da Salvatore Quasimodo, verrà presentato sabato 19 novembre a BookCity Milano, alle ore 10:00 presso il Laboratorio Formentini. Evento a cui non si può proprio mancare!

 

Voluta_v1Acquista-Online_v1Autori: Master di Editoria del Collegio Universitario S. Caterina da Siena
Titolo: Echi da Babele. La voce del traduttore nel mondo editoriale
Editore: Edizioni Santa Caterina
Anno: 2016