A proposito di una delle più grandi (e in parte dimenticate) scrittrici statunitensi, Flannery O’Connor, almeno una cosa è certa: la sua biografia è del tutto anticonvenzionale e per certi aspetti perfino grottesca, un po’ come i suoi scritti.

Nata a Savannah, in Georgia, a sei anni diventa famosa per aver insegnato a un pollo a camminare all’indietro. A quindici anni perde il padre, malato di Lupus, da cui eredita la stessa terribile malattia. Contro di essa lotterà tutta la vita, battendo ogni pronostico circa la velocità del suo decorso. Di fervente fede cattolica, poi, la O’Connor rimarrà sempre legata al profondo sud agricolo e rurale degli Stati Uniti, e, in particolare, alla Georgia, stato che appartiene alla cosiddetta Bible Belt protestante. Pare, inoltre, che fosse un’appassionata lettrice di Tommaso d’Aquino.

Scrive solo due romanzi (“La saggezza del sangue” e “Il cielo è dei violenti”), ma lascia molti racconti, lettere e saggi. Tra questi, la raccolta dedicata al mistero dello scrivere è un vero e proprio piccolo capolavoro che racchiude gli estremi essenziali della sua poetica.

“Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere” si apre con un articolo dedicato al pavone, Il re degli uccelli, e prosegue con una raccolta di saggi e testi preparati per lezioni o conferenze. La O’Connor non pontifica, né tenta di convincere nessuno, ma argomenta le sue tesi (una fra tutte: essere uno scrittore e scrivere sono due cose diverse – si può essere scrittori solo per pubblicare, e si può voler scrivere bene e basta), prendendo come riferimento autori che ammira, come Flaubert o Henry James.

Inoltre, scandaglia le differenze tra la stesura di romanzi e racconti, dispensa consigli, analizza il significato della parola Arte e, soprattutto, sostiene la necessità di rifarsi alla natura. Il mondo della scrittura narrativa è colmo di materia, non è pura astrazione in cui perdersi (“la narrativa è più che mai un’arte basata sull’incarnazione”). Così, l’attenzione principale di chi vuole scrivere bene deve essere quella di far credere al lettore che la storia si svolga attorno a lui.

In letteratura, la storia deve essere presentata e in un certo senso anche messa in scena. Ma non solo. Per la O’Connor, il rispetto della natura in letteratura è in realtà un modo per rafforzare il senso del soprannaturale, fondandolo sulla concretezza e sul mondo osservabile. E se uno dei problemi centrali al cuore della poetica di Flannery O’Connor e della sua visione della letteratura è proprio quello di rappresentare il sacro e rendere l’ineffabile senza ricorrere all’astrazione o al moralismo, è forse proprio questo il mistero di scrivere: come diventa possibile realizzare il sacro nella natura e la natura nel sacro attraverso quel potente strumento che è la scrittura.
Voluta_v1Acquista-Online_v1Autore: Flannery O’Connor
Titolo: Nel territorio del diavolo
Titolo originale: Mystery and Manners
Traduzione: Ottavio Fatica
Editore: Minimum Fax
Anno: 2010