Avete un libro nel cassetto o sognate di aprire una libreria ma non avete i soldi per farlo? Per la rubrica Digital Corner, abbiamo intervistato questa settimana Isabella Cultrera fondatrice di Upspringer, il primo sito di crowdfunding dedicato al mondo dei libri!

Cos’è Upspringer?

Upspringer è la prima piattaforma internazionale di crowdfunding dedicata al mondo dell’editoria. Su Upspringer è possibile caricare progetti a sfondo letterario e legati al mondo del publishing: dagli autori che hanno un libro da pubblicare, a imprenditori con un’idea innovativa, da progetti culturali o di giornalismo a progetti più personali e privati – magari, aprirsi una libreria, un caffè letterario, o recuperare una vecchia biblioteca… insomma, chi più ne ha più ne metta, l’importante è che ci siano i libri di mezzo, o come fine.

Da dove nasce l’esigenza di creare un sito di crowfunding dedicato al mondo dei libri e dell’editoria?

Il mondo dell’editoria è sempre stato un settore in costante evoluzione e il trend attuale è sicuramente orientato verso il self-publishing. Da qui l’idea di poter mettere in contatto diretto persone con un’idea e un progetto innovativo con le persone (quindi i lettori) che potessero trasformarlo in realtà. Siamo partiti da questa idea base, per poi ampliare il nostro target anche ad altre categorie editoriali.

Come nasce il nome Upspringer?

Questa è una domanda che ci pongono in tanti! Nasce da un gioco di parole Inglesi… In breve, diciamo che dopo notti insonni e giornate fatte solo di brainstorming e ricerche online, abbiamo messo insieme un paio di parole straniere, invertito l’ordine… ed ecco “Upspringer”.

I progetti caricati sul vostro sito si basano sulle donazioni o sulle ricompense?

La nostra piattaforma è al 99% reward-based, anche se in fase di pagamento l’utente ha la possibilità di decidere di donare una somma senza richiedere la ricompensa in cambio. Ma questa è la parte più simpatica e coinvolgente dei progetti di crowdfunding!

Cosa succede se, al termine della campagna, un progetto non ha raggiunto la somma stabilita?

Nel caso di una campagna che non raggiunge almeno il 50% dell’obiettivo prefissato, i sostenitori attivi verranno rimborsati, Upspringer non trattiene nulla e il creatore del progetto non riceve niente. Insomma, amici come prima.

C’è una scrematura dei progetti, o chiunque può caricare qualunque progetto?

Chiunque può caricare un progetto e fare la sua proposta, per quanto strampalata o utopistica possa sembrare. Poi, i progetti caricati vengono sottoposti ad approvazione da parte di Upspringer, per il semplice fatto che devono seguire delle linee-guida ben precise (indicate sul sito), non essere offensivi o ledere diritti/leggi, e ovviamente devono rientrare nelle categorie editoriali che noi accettiamo, che sono tantissime: non solo libri o librerie, ma anche sceneggiature di film o cortometraggi, idee per fumetti e graphic novel, collane editoriali, app informatiche…

Se un progetto non ha successo, l’idea diventa vostra o rimane proprietà di chi ha avviato la campagna?

Naturalmente la proprietà intellettuale è sempre del creatore del progetto, a prescindere dall’esito della raccolta fondi. Che ha anzi la facoltà di tentare nuovamente e ri-proporre la sua campagna.

Hai tre suggerimenti per una persona che vuole avviare un progetto di crowfunding?

Solo tre?! 🙂 Direi di fare molta ricerca: è importante prima di tutto capire qual è la piattaforma più idonea ad ospitare il proprio progetto, e capire come funzionano in termini di costi (anche nascosti, es. credit card transaction fees) e se offrono servizi accessori (es. consulenza) per l’avvio e la promozione della campagna.
Secondo consiglio: prepararsi con molto anticipo. Molti pensano che basta caricare le informazioni richieste in fase di avvio della campagna, metterla online e aspettare. Non funziona così: bisogna partire con un mini “business plan”, capire in anticipo le mosse di marketing e creare del buzz pre lancio prima di avviare ufficialmente la campagna, e poi mettersi sotto e condividere a più non posso.
Come ultimo consiglio direi di creare un buon video di presentazione, su sé stessi e sul progetto, da usare sia sulla piattaforma che da far girare in maniera virale sui social e online: le persone preferiscono ascoltare 2 minuti di video che “perdere” tempo a leggere.

Com’è stata l’esperienza al Salone del Libro di Torino?

Fantastica! Abbiamo conosciuto molte belle persone e siamo entrati in contatto con realtà editoriali molto interessanti. Il riscontro del pubblico e dei media nei confronti delle 10 startup innovative di Book to the Future è stato più che positivo, quindi direi che meglio di così non poteva andare!

Infine, la nostra domanda di rito, qual è il tuo libro sul comodino in questo momento?

Quella vita che ci manca, Valentina D’Urbano.
American Goddess, Neil Gaiman.

Grazie Isabella!

Per vedere tutti i progetti in corso o leggere le linee guida per pubblicare il vostro progetto visitate il sito 🙂